Selezione combinata

Da 90 a 120 minuti

Selezione editoriale in cui «Da 90 a 120 minuti» è motivato da contenuti visibili e revisione umana.

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Recensioni

Inside Out 2: cosa giustifica un sequel oltre la ripetizione di una premessa

Il seguito Pixar trova la propria ragion d’essere non nell’aggiungere emozioni al quadro, ma nello spostare il conflitto dalla gestione di ciò che Riley prova alla fragilità del modo in cui comincia a pensare a se stessa. È un sequel più agile e meno rivelatore del primo, ma con una riconoscibile necessità drammatica.

Recensioni

Alien: Romulus: una critica dell’orientamento prima che della nostalgia

La questione decisiva non è quanti elementi riconoscibili recuperi Alien: Romulus, ma che cosa lo spettatore sa del posto occupato da ogni corpo, della minaccia che resta fuori campo e dei percorsi ancora praticabili. Questa versione non deve però essere presentata come una recensione definitiva: resta da documentare una visione completa in condizioni tecniche controllate.

Selezioni editoriali

Abitare l’animazione: tre film per osservare scala, texture e routine

The Wild Robot, Elio e Mufasa: The Lion King non rendono abitabile un mondo nello stesso modo. Questo itinerario propone di osservare ciò che corpi, margini, superfici e attività fanno perché uno spazio sembri esistere prima dell’arrivo di un personaggio e continui dopo la sua partenza.

Analisi

28 Years Later: quando il futuro non basta a misurare il tempo di un sequel

Il numero nel titolo annuncia una cronologia, ma il film la rende leggibile in un altro modo: come una cultura costretta a ricostruire i propri gesti, racconti e la propria percezione del pericolo. Questa analisi si limita a scelte formali documentate ed evita di trasformare la continuità del franchise in una spiegazione automatica.

Storia del cinema

Dall’icona giocabile allo spazio filmato: due modelli di adattamento in The Super Mario Bros. Movie e A Minecraft Movie

The Super Mario Bros. Movie e A Minecraft Movie partono da mondi che il giocatore impara percorrendo, sperimentando e modificando. Trasportandoli al cinema, non possono conservare quell’agency: devono sostituirla con inquadratura, durata, suono e un percorso narrativo fisso. Il confronto permette di distinguere tra riprodurre riferimenti e tradurre una logica di gioco in forma audiovisiva.